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Ristorante

Ristorante

 


 

                       Breve introduzione storica:

“ Un  Ristorante antico, pieno di ricordi storici, che vanno indietro di tre secoli e che s’intrecciano alle vicende del Risorgimento.

E’ situato ai piedi di quella dolce e lunga collina boschiva costeggiante il Piave, che un tempo fu “ bosco Mantello”, ora Montello, dove la Serenissima Repubblica vi veniva a tagliare querce per i remi e gli alberi delle Sue navi.

La Trattoria Agnoletti, già “Del Cacciatore”, in Giavera del Montello, risale al 1780 ed ha mantenuto ancora intatte le sue strutture anche dopo gli scontri della Prima Guerra Mondiale, pur  trovandosi al centro del conflitto.

Da sempre qui vige una cucina meritevole di soste prolungate e piacevoli, ripetute sovente e volentieri come ai tempi in cui i Signori veneziani partivano dalle loro ville estive per far merenda da Agnoletti.

C’è ancora  rinnovato  lo splendido parco, ben curato. All’interno, i locali di sempre, una saletta riservata al piano di sopra , la sala del focolare, mentre nell’ala est, dopo dovuto e necessario restauro attivato nel luglio 2010, si trovano la grande sala del dì di festa e la sala del vino, ambienti già apprezzati che ospitano cerimonie, buffet , aperitivi invernali ed eventi..

Ancor oggi si propone una cucina che tiene conto soprattutto della stagionalità e della qualità dei prodotti tipici della terra trevigiana.”

 

Buon appetito!

      storia_clip_image002_0006     Sala Camino: Nata per volontà di Leone Agnoletti nei primi anni 50’, in seguito alla trasformazione dell’osteria in ristorante, per rispondere ad una clientela sempre più esigente.Careterizzata da uno stile più “internazionale “ con un controsofitto a casettoni in gesso, una buaserie in legno e il camino in pietra arenaria

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Saletta sopra – tinello: La sala da pranzo più antica, si accede al piano superiore dalle scale di legno poste in prossimità della cucina . Caratterizzata dalla presenza di travi a vista, pavimento in legno di castagno locale, giro panca in noce . ( si dice che il legno di noce utilizzato venga dagli alberi posti a far ombra e mantenere il fresco alla storica ghiacciaia della famiglia).

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Sala del ” Dì di festa” In seguito alla dismissione dell’azienda vinicola di famiglia, per volontà di Pietro Agnoletti la zona dedicata alla vinificazione e invecchiamento del vino viene trasformata in sala da pranzo, utilizzata soprattutto come ricovero dei clienti durante i temporali estivi in giardino. Caratterizzata dalla divìsione dei due spazi con quattro archi in pietra e mattoni locali, dal soffitto a travi e un’ampia finestra con vista sul giardino.

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 Vi ricordiamo che nel rispetto di tutti, all’interno delle Nostre sale, sono ammessi solo animali di piccola taglia all’interno del proprio trasportino Grazie!


 La Corte Sud:

Con l’ampliamento del parcheggio interno , ne consegue la rivalutazione dello spazio a sud del ristorante e la creazione di una nuova corte esterna. Ambientazione dedicata ad aperitivi, incontri e pranzi.

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Vecchia cucina: Probabilmente la zona più “vissuta “ della vecchia osteria. Dove ora si trova la cucina , in passato c’era l’osteria, che dava direttamente in piazza (fino agli anni 50, la piazza del paese era l’attuale piazza Agnoletti ), affianco il camino detto anche “larin”che fungeva sia da cucina che da riscaldamento. Innumerevoli sono i racconti, le dicerie legate al camino, alle notti d’inverno, ai racconti d’osteria come ricorda spesso nel suo diario Mons.Agnoletti durante l’ottocento, alle vicende della guerra e ai piatti di cacciagione. Nel diario di Carlo Agnoletti , si legge questa annotazione, relativa al 28 febbraio 1865: “All’osteria di Agnoletti stasera come domenica scorsa fu gran festa da ballo e con disordini Dio sa quanti” (AGNOLETTI, Diario, p. 16 e Ibidem, p. 39). “ Risotti e polenta (d’ estate solo la bianca, perché la gialla “sente la nuova” e non tiene bene la cottura) escono trionfalmente dall’ antica cucina a legna con al centro l’ enorme camino e torno torno, addossate alle pareti, le panche sulle quali, nelle fredde sere d’ inverno, i clienti più affezionati siedono per sorbire al calduccio il vin brulè”.

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